Chi ha dato a Souad Sbai l’autorità di parlare a nome delle donne marocchine in Italia?
Nello Stato Italiano vivono piú di centomila marocchine, e nessuno ha mai fornito i dati delle iscritte alla fantomatica Acmid-Donne, la quale alla quasi totalità delle donne che dal nostro paese sono immigrate in Italia, risulta anzi essere del tutto sconosciuta.
Penso che sia necessario chiarire qualche aspetto della storia di Souad Sbai (in arabo سباعي سعاد), per poter rispondere alla domanda iniziale e mostrare che grande inganno sia costituito da associazioni di quel tipo.
Come riferí alcuni anni fa il bravo giornalista Miguel Martínez, quando la Sbai aveva l’abitudine di scrivere messaggi polemici contro i musulmani in Italia, considerati tutti inevitabilmente ‘estremisti’ o ‘terroristi’, e si serviva di moltissimi pseudonimi diversi, usava sempre lo stesso indirizzo IP. E questo indirizzo (217.220.21.239) coincide con quello della “Angelo Costa srl”. La “Angelo Costa srl” è la sede della rivista Al Maghrebiya di Souad Sbai, ed è anche la sede della Acmid-Donna, “Associazione Donne Marocchine in Italia”. La Sbai, infatti, risultava essere una dipendente della “Angelo Costa srl”. Ma sapete che cos’è la “Angelo Costa srl”? È il socio italiano della Western Union, la ditta specialista in transazioni finanziarie.
Una rivista quale Gazetă Românescă (romena), cosí come la filippina Ako ay Pilipino, ha anch’essa lo stesso indirizzo IP e la stessa sede a Roma, in Via Virgilio Maroso n. 50.
Lo stesso sito della Angelo Costa srl (cito da Kelebek di Miguel Martinez, Lunedí 10 Ottobre 2005) ha fornito una comunicazione di questo genere:
"Il secondo fattore [dopo l'aumento del numero degli stranieri in Italia, ndr] è stata la sperimentazione di una politica di marketing assolutamente innovativa in Italia, rivolta agli stranieri sul nostro territorio. Una realtà mutevole, sfuggente e frammentaria, ma in continua crescita, spesso necessaria alla nostra economia, con bisogni e consumi talvolta allineati ai nostri, tal altra molto dissimili.
La realizzazione di un progetto marketing strutturato, inizia ovviamente dalla conoscenza del target, in questo caso una moltitudine di etnie, con religioni, lingue, tradizioni diverse. Le indagini e analisi all’interno delle comunità sono tanto necessarie quanto difficili da realizzare. Secondo la Angelo Costa, sono presenti in Italia 2.5 milioni di extracomunitari. La mappatura dei centri di ritrovo, dei luoghi di culto, degli uffici, dei centri culturali, delle celebrazioni nazionali, delle feste popolari, ecc... è stato un lungo lavoro di ricerca, un impegno costante che ha permesso alla Angelo Costa di acquisire un patrimonio di informazioni dettagliate che non ha eguali in Italia."
Non è dunque difficile capire il ruolo svolto dalla Sbai. Ha lavorato al servizio del Governo marocchino, tenendo sotto sorveglianza, in particolar modo, tutte le rimesse che gli immigrati marocchini in Italia hanno inviato dall’Italia al Marocco. Questo è un lavoro ben poco affine ai titoli e al curriculum che la Sbai vanta nella sua biografia ufficiale di parlamentare della Repubblica Italiana.
Che la Sbai non sia certo un’intellettuale raffinata si comprende dalla maniera in cui si esprime, e soprattutto da come si comporta nei dibattiti: oltre che rivelarsi bugiarda – e di questo poi darò esempi in sha Allah – grida e interrompe gli interlocutori con lo stesso stile di una zoticona arrabbiata.
Si noti poi, riguardo alla stessa Western Union, che ad essa risultano soci o affiliati anche altri membri – quasi la metà – della cosiddetta Consulta Islamica in Italia, promossa dal Ministro degli Interni Pisanu al termine della XIV Legislatura.
Per capire chi sia Souad Sbai è bene partire da alcune sue dichiarazioni, secondo ciò che la stampa ha concordemente riferito. Consideriamo dunque alcuni fatti precisi.
Su Repubblica del 24 Aprile 2008 si legge di una vicenda tipica marocchina: gli immigrati in Italia (ma il discorso vale per ogni altro paese europeo in cui vi siano comunità della stessa origine) sono costretti, oppure ‘vivamente consigliati’, di abbandonare qualsiasi atteggiamento di sapore anche vagamente ‘islamista’, e ciò in una maniera davvero odiosa. Odiosa perché si gioca sulla pelle dei bambini e dei parenti dei loro genitori. Riporto la notizia.
Il console del Marocco ai genitori: scusatevi
Repubblica — 24 aprile 2008 pagina 8 sezione: MILANO
Il console del Marocco ieri ha convocato le famiglie marocchine in guerra col mediatore culturale che lavora nell' elementare di via dei Narcisi. Il console Mouhiedine El Kadiri Boutchichd ha spiegato alle famiglie che devono al più presto ritirare le accuse contro il mediatore Bendaoud Mouhcen, marocchino anche lui, e anzi porgergli scuse formali. Per cinque ore le famiglie sono rimaste negli uffici di via Martignoni. Il console ha spiegato che il governo marocchino, informato del caso milanese, non è contento di quel che sta succedendo al Giambellino e preme perché venga ritirata la minaccia di togliere 60 bambini dalla scuola. Le famiglie degli alunni - fra loro anche due imam - hanno spiegato che il contrasto è nato a proposito del corso di musica, del velo e del divieto di mangiare carne non macellata secondo il rito halal. Il console esige le scuse scritte e per arrivare a questo ha riconvocato le famiglie per oggi assieme al mediatore contestato. Ancora resta da vedere che cosa faranno le famiglie non marocchine che hanno firmato la richiesta di licenziamento, che promettono per lunedì un sit in davanti alla scuola. Sul caso interviene anche Souad Sbai, presidente delle comunità marocchine d' Italia, neoparlamentare del Pdl, membro della consulta ministeriale sull' immigrazione: «Deve intervenire il Tribunale dei minori a tutela di quei bambini educati all' estremismo dai loro genitori». - ZITA DAZZI
La vicenda si conclude in maniera prevedibile: per non rischiare rappresaglie sulle loro famiglie, e soprattutto sui congiunti che vivono in Marocco (una delle pratiche piú odiose che contraddistinguono la dittatura marocchina è infatti costituita dalle ritorsioni su parenti e amici dei dissidenti), gran parte dei genitori si adegua e firma il documento richiesto dal Consolato, e i dissenzienti sono obbligati al silenzio. Cito ancora Repubblica:
Il console del Marocco alla scuola di via dei Narcisi
Repubblica — 17 maggio 2008 pagina 11 sezione: MILANO
«Grazie per il lavoro che fate per l' integrazione dei nostri figli nella scuola italiana». Il console generale del Marocco è stato all' elementare di via dei Narcisi, dove un mese fa alcuni genitori islamici avevano minacciato di ritirare i figli per contrasti con il mediatore culturale marocchino, accusato di essere «troppo laico». Proprio grazie alla mediazione del console Mohiedine El Kadiri Boutichich il caso si era risolto positivamente e le famiglie avevano pubblicamente ammesso l' errore e firmato una lettera di scuse all' educatore, Bendaoud Mouhcen. La preside Chiara Conti aveva fin dall' inizio dato la sua solidarietà al mediatore, sostenuta dal provveditorato. Ieri mattina c' erano tutti, a scuola per festeggiare la fine dei contrasti. Il console ha visitato le classi e ha parlato anche con le mamme arabe in aula per un corso di italiano: «Dovete insegnare ai vostri bambini che la scuola pubblica è il luogo più importante per costruire l' integrazione nella società multiculturale - ha detto il console - . Domani saranno loro a ringraziarvi». Sia la preside sia il dirigente del Provveditorato Paolo Comensoli hanno ringraziato a loro volta il console: «Abbiamo molto apprezzato il vostro intervento per appianare i contrasti che avevano creato tensione nella scuola. Tutte le famiglie coinvolte hanno fatto ufficialmente le scuse al mediatore». - z.d.
Si vede bene che cosa intendono le autorità per “integrazione”: famiglie e bambini succubi della scuola italiana cosí come succubi sono in Marocco: un’esportazione ... della democrazia marocchina in Italia!
Insomma risulta chiaro il ruolo svolto da Souad Sbai, la quale in qualche modo è anche una rappresentante del potere marocchino all’interno dello Stato italiano: come commentare altrimenti la sua presa di posizione all’indomani delle perquisizioni del Novembre 2008 nell’Italia settentrionale, che colpirono i sostenitori (e presunti tali) di Al-‘Adl wa-l-Ihsan?
TERRORISMO: SBAI, DA ANNI DENUNCIAMO PERICOLO GRUPPI ESTREMISTI IN ITALIA = SODDISFAZIONE PER OPERAZIONE ROS CONTRO EVERSIONE ISLAMICA
Roma, 18 nov. - (Adnkronos) - «Siamo soddisfatti per l'operazione condotta oggi dai Ros dei Carabinieri
e dalla Guardia di Finanza contro l'eversione islamica perchè da anni denunciamo il pericolo rappresentato dalle cellule di estremisti in Italia». È quanto afferma la deputata del Pdl, Souad Sbai, commentando la notizia della retata compiuta tra ieri notte è questa sera nel centro-nord Italia contro un gruppo di estremisti. «Finalmente si comincia a lavorare in Italia in modo incisivo su queste questioni e sul pericolo rappresentato dalle cellule dormienti - spiega - sono anni che denunciamo la loro presenza e che allertiamo le forze dell'ordine perchè soprattutto di recente abbiamo notato che erano particolarmente in silenzio e questo ci preoccupava». «In passato infatti -prosegue- gli attivisti di questo movimento erano soliti organizzare manifestazioni di protesta davanti ai consolati marocchini di Torino e Bologna contro gli arresti dei loro compagni compiuti in madrepatria da parte delle autorità marocchine. Ora invece queste cellule erano diventate molto silenziose ed è per questo positivo che ci sia stato un controllo così incisivo - aggiunge la parlamentare del Pdl - è importante che vada avanti in particolare nei piccoli garage trasformati in moschea e vanno controllati soprattutto i tanti Imam fai da te che esistono nel nostro paese. Ringrazio per questo i Carabinieri e la Guardia di Finanza che hanno condotto questo lavoro in modo esemplare e spero - conclude - che non sia confinato al nord Italia ma che prosegua anche nel sud». (Sin-Bis/Pn/Adnkronos) 18-NOV-08 18:55 NNN
Per chi non è addentro alle vicende politiche marocchine, basti dire che Al-‘Adl wa-l-Ihsan è un movimento islamico moderato pacifista, di orientamento non sempre chiarissimo, ma avversario della monarchia e dell’attuale sistema di potere: questo è sufficiente perché la Sbai gli appioppi l’etichetta di ‘estremisti’.
L’invito ad effettuare perquisizioni anche in altre regioni è un messaggio, neanche troppo cifrato, al Ministero degli Interni: tipico atteggiamento di chi lavora per un Ministero degli Interni come quello marocchino (e dico agli Italiani: tenetevi quello che avete, e non provate a scambiarlo con il nostro!), tipico stile dello sbirro ch’è abituato ad interrogare in un sotterraneo senza luce e senza finestre, ed è pronto, nella migliore delle ipotesi, a prendere a schiaffi e pugni in faccia il malcapitato di turno finché non gli si dice quello che vuole sentire. Persona di tale genere è Souad Sbai.
Si consideri che è nata a Settat, lo stesso luogo di provenienza di al-Basri, Ministro degli Interni marocchino e uomo forte del regime per quasi trent’anni sotto Hasan II. Souad Sbai divenne cittadina italiana, secondo la sua biografia ufficiale, nel 1981, proprio quando al-Basri, oggi estromesso dal potere ad opera della cricca di Fès che governa il paese, era all’apice della sua fortuna. E allora non si usciva dal Marocco tanto giovani come fece la Sbai (a meno che non abbia mentito sulla sua data di nascita, cosa non improbabile visto il personaggio) se non si godeva di protezioni e appoggi notevoli.
Quelli come lei in Marocco sono chiamati “i cani di al-Basri”, per indicare la loro sporcizia morale e il loro comportamento bestiale, tanto nell’abbaiare (si pensi al modo in cui Souad Sbai sbraita nelle trasmissioni televisive) quanto nel mordere (non nasconde che le donne velate in Italia, per esempio, andrebbero multate o arrestate).
Alcune sorelle musulmane dicono che Souad Sbai è un’ignorante travestita da femminista. Io posso soltanto dire che non mi pare una donna particolarmente erudita, ma sicuramente c’è qualcosa che consoce bene: l’arte di raccontare menzogne sull’Islam.
Non c’è occasione in cui non lasci uscire dalla sua bocca affermazioni studiate apposta per compiacere gli occidentali già mal disposti verso l’Islam: Souad Sbai fa come Magdi Allam ha fatto per anni, cioè la parodia dell’imam moderato, e pronuncia proprio quelle frasi che i nemici dei musulmani godono nel sentire.
A proposito del Marocco, per esempio, ha detto svariate volte che il velo non fa parte della tradizione marocchina, e che oggi si sta diffondendo per “influenze esterne dovute alla propaganda di estremisti” non meglio precisati (sempre nemici pronti a cospirare: si vede che ha la fissazione): chiunque veda fotografie del Marocco della prima metà del Novecento, invece, noterà subito un abbigliamento ben lontano da quello occidentale che piace alla Sbai (e che veramente si è diffuso, esso sí, a causa del colonialismo e delle culture straniere, ma è stato – bisogna dirlo per obiettività e rispetto della storia – anche accettato e apprezzato da una certa parte della popolazione).
Ha raccontato però cose molto piú gravi, vere e proprie bestemmie delle quali dovrà rispondere ad Allah, ed è agghiacciante pensare alla gravità di queste cose: di recente, per esempio, soprattutto dopo l’omicidio della ragazza Sanaa da parte del padre (omicidio avvenuta nell’ambito di una famiglia ben poco devota, cosí come non sono mai pie quelle altre famiglie in cui accadono simili fatti di violenza), ha cominciato a proclamare che, nella sola Italia, sarebbero già ben piú di trenta “le donne musulmane uccise dai loro familiari per applicazione della Shari‘a islamica”. Un’affermazione come questa si commenta da sé, e presentare come esecutori della Legge di Allah uomini violenti e ubriaconi, che, non accettando figlie tanto simili a loro stessi, si trasformano in assassini, vuol dire raccontare falsità sulla Religione di Allah, e ciò è quanto di peggio un musulmano possa compiere, soprattutto nei rapporti con i miscredenti: si tratta di vera da‘wa ... al contrario!
Ecco allora come nascono le Santanchè e le sue emule: da cattive maestre quali Souad Sbai.
Il presunto femminismo di Souad Sbai starebbe nella battaglia per leggi in favore delle donne (tutte norme umane occidentali, lontane da quelle divine) come la nuova Mudawwana marocchina: si tratta in realtà di leggi ad uso e consumo di una piccola minoranza di donne marocchine, quelle dei ceti piú elevati, urbani e francofoni, smaniosi di apparire ‘moderni’ e ‘democratici’ ai paesi occidentali, nei quali mandare i figli a studiare e a formarsi prima di assumere le funzioni richieste da una classe dirigente per nulla disposta a rinunziare ai suoi privilegi; niente si dice sulle condizioni di vita delle donne del popolo, sia in campagna sia sulle montagne, laddove interi villaggi ancora non hanno accesso ai servizi essenziali. Per queste donne, a parte la miseria in cui vivevano e vivono ancora, se qualcosa è cambiato, è cambiato in peggio, poiché il nuovo codice di famiglia scoraggia il matrimonio e spinge alla fornicazione, e ciò avviene anche nelle città: se andate in Marocco, provate a vedere quante ragazze oggi cerchino in tutti i modi di farsi notare dagli stranieri e dai marocchini emigrati, per essere portate all’estero o vivere nella condizione di amanti ... ben pagate.
Da poco la televisione marocchina, la cui libertà d’espressione vi lascio immaginare, ha presentato Souad Sbai quale illustre rappresentante del Marocco all’estero: questo riconoscimento l’ha ottenuto in quanto emigrata, perché una come lei non si trova nemmeno nel Parlamento marocchino, mentre gli Italiani ... se la ritrovano “onorevole”!
Io perciò, alle sorelle che hanno definito la Sbai nel modo suddetto, replico che questa è in primo luogo una donna in malafede, una spudorata disonesta appartenente al genere di persone cui Allah concede nella vita terrena posizioni di prestigio tanto elevate quanto sarà poi, salvo pentimento prima della morte, infima la loro condizione nell’Oltretomba.
Il Rinascimento islamico è oggi certamente il pericolo maggiore per la Sbai e per la gente come lei, che trae guadagni e vantaggi materiali proprio per mezzo della lotta contro l’Islam (wa-a‘udhubillah), anzi possiamo affermare che la Religione di Allah (Gloria a Lui l’Altissimo) è il suo nemico mortale: ciascuno di noi può verificare infatti che ogni intervento pubblico di Souad Sbai è sempre e inesorabilmente rivolto contro la Shari‘a e i musulmani autentici; e proprio la Shari‘a, se fosse applicata, non lascerebbe scampo ad una come lei: posso ben supporre che l’idea di comparire di fronte a un tribunale islamico sia il peggiore dei suoi incubi
L’islamismo, infatti, è esattamente lo spauracchio maggiore per l’oligarchia marocchina.
Disse il Profeta Muhammad (pace e benedizioni su di lui):
كفر وقتاله فسوق المسلم سباب (“Contrastare i musulmani è peccato, combatterli è miscredenza”).
Umm Jihad al-Muhajira
Muharram 1431
Fonte
Pacifico non Pacifista