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Jackal
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« il: Febbraio 08, 2010, 11:10:57 » |
Risposta
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Faceva lavorare immigrati clandestini nella piccola azienda agricola della moglie. È questa l’accusa che la Procura di Savona muove nei confronti di un poliziotto del commissariato di Alassio, Davide Delogu, 54 anni. Secondo quanto trapelato, le indagini, di cui sono titolari i sostituti procuratori Chiara Maria Paolucci e Alessandra Coccoli, sarebbero scattate alcuni mesi fa grazie alla “soffiata” di un immigrato albanese che il poliziotto aveva arrestato, più di dieci anni prima, per una rapina. Una vendetta? Difficile dirlo. È uno dei tanti punti interrogativi che riguardano una vicenda ancora tutta da chiarire. Certo è che, però, la denuncia del rapinatore ha spinto i magistrati ad aprire un fascicolo a carico dell’agente, ipotizzando il reato di favoreggiamento dell’immigrazione clandestina. Tanto che, una quindicina di giorni fa, i pm hanno accolto la richiesta presentata dall’indagato di essere interrogato. Richiesta che il poliziotto avrebbe presentato l’anno scorso, prima ancora di conoscere le contestazioni che gli venivano mosse.
Davide Delogu (difeso dagli avvocati Antonio Nocito e Carlo Manti) sarebbe indagato per aver favorito la permanenza in Italia di cinque immigrati extracomunitari di origini albanesi. Un reato che si sarebbe consumato nel corso del 2009.
Secondo l’accusa, sarebbero proprio cinque i lavoratori clandestini (domiciliati nella zona) che avrebbero prestato la loro opera nei campi dell’azienda agricola finita nel mirino degli investigatori. Secondo l’indagato, però, di questi cinque solo 3 avrebbero effettivamente lavorato in azienda, tutti in possesso di permessi o carte di soggiorno. Secondo Davide Delogu, i tre albanesi non lavoravano stabilmente nei campi di proprietà della moglie. Ma erano stati chiamati per svolgere un lavoro temporaneo, regolarmente retribuito, per caricare su un camion un certo numero di vasetti di basilico e prezzemolo.
Sulla vicenda la questura precisa: «I fatti contestati sono accaduti al di fuori dell’attività che l’agente svolge al commissariato di Alassio. Aspettiamo i risultati delle indagini (che si dovrebbero concludere a breve, ndr) e l’esito dell’eventuale procedimento penale. A quel punto, se il caso, applicheremo le sanzioni previste dalla legge».
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