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malak
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« il: Settembre 20, 2009, 01:35:16 » |
Risposta
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La preghiera del venerdì resta quella più importante durante il Ramadan e quella di ieri è stata l'ultimaDopo le privazioni e la purificazione del Ramadan, per i musulmani arriva il momento di festeggiare. Da domani o da lunedì (dipende dall'avvistamento della luna crescente) si celebrerà Eid-al Fitr, la rottura del digiuno. E comincerà la festa. In provincia i musulmani sono circa 35 mila e in questo mese si son ritrovati a pregare nei vari centri aperti in provincia e domenica è prevista la preghiera di ringraziamento e poi la festa che ognuno preparerà a casa propria con gli amici. «Diventa un momento per stare assieme - dicono dal centro islamico di via Vecchia Ferriera, dove ieri si sono ritrovati per l'ultima preghiera del venerdì circa 400 fedeli - e, soprattutto, un momento di festa per i ragazzi, i bambini a cui vengono consegnati doni e regali. La festa dura tre giorni, ma è il primo di questi ad essere maggiormente sentito». I fedeli si riuniranno la mattina per una preghiera speciale indossando gli abiti migliori, la tradizione vorrebbe che fossero nuovi, poi la giornata proseguirà tra scambi di auguri ("Eid mubarak", "Eid said"). In città l'incontro è previsto domenica a partire dalle 8.30 in via Vecchia Ferriera: una preghiera di ringraziamento e poi via alla festa. "Eid-al Fitr" è un'esplosione di gioia e vitalità. Si torna a mangiare alla luce del sole, si danno regali e dolcetti ai bambini. Nei paesi islamici, la notte della vigilia i negozi rimangono aperti e la gente fa shopping. C'è un clima di festa generale. In Italia si spera che la luna crescente venga avvistata sabato sera, in modo che Eid-al Fitr possa iniziare domenica. In questo modo i musulmani che lavorano non dovranno chiedere una giornata di permesso per partecipare alla festa. «Per la fine del Ramadan - spiega Saloua Ghribi, rappresentante della comunità tunisina del Vicentino - anche le donne sono tenute ad andare in moschea dove portano i dolci che cominciano a preparare, rigorosamente a mano, da metà mese. Nella maggior parte dei casi, almeno per quanto riguarda la nostra comunità, si tratta di dolci con le mandorle e il miele oppure con la pasta sfoglia e i datteri. Non ci sono pietanze particolari». «Certo si mangia conclude - ma l'importante è stare assieme. Se fossimo a casa si andrebbero a trovare i genitori, i parenti. Qui ci sono amici e ci accontentiamo di loro. Fra due mesi, invece, ci sarà il sacrificio dell'agnello, la seconda festa più importante della nostra religione». C.R.
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