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| Mundialito Cisl: verso la finale, qualificate Albania e Marocco |
| Mundialito Cisl: verso la finale, qualificate Albania e Marocco La Spezia. Mundiliato Cisl entra nella fase clou. Marocco e AlbaniA hanno confermato nelle semifinali lo straordinario stato di forma e superando le rispettive avversarie hanno conquistato la finalissima del 24 luglio. Finalina di consolazione tra Romania e Senegal. E anche quest’anno la manifestazione si sta dimostrando un grande successo. «Lo dimostrano i tanti spettatori che hanno assistito alle partite e l’entusiasmo travolgente che ha contagiato tutti», ha detto Salvatore Ristagno segretario Filca Cisl. Nelle semifinali l’Albania si è qualificata bettendo la Romania per 8 a 4 ed il Marocco battendo il Senegal per 7-0 Da segnalare che Albania e Marocco si sono dimostrate delle vere macchine da go. 31 gol fatti E 11 subiti (+16 d.r.) per i biancorossi e 28 reti segnate e 6 (+15 d.r.) subite per i nordafricani finora. La finalissima e la finale per il terzo posto verranno disputate il 24 Luglio. http://www.cittadellaspezia.com/La-Spezia/Sport/Mundialito-Cisl-verso-la-finale-64905.aspx |
| Il Comune ordina lo sfratto dell'associazione marocchina |
| [/color] FIESSE. Il provvedimento, «per dare alloggio a una famiglia bisognosa», sarà attuato il 21 luglio L'alternativa offerta è un magazzino ma il gruppo Afaaq non è d'accordo E Cgil e opposizione denunciano «restrizioni a danno degli stranieri» 18/07/2010 Tra pochi giorni, più precisamente mercoledì 21 luglio, è prevista a Fiesse, in base ad un'ordinanza del sindaco Chiara Pillitteri, l'esecuzione forzata di sgombero dei locali, occupati in comodato gratuito dall'associazione culturale Afaaq, fondata da immigrati del Marocco. Il motivo di questo drastico provvedimento da parte dell'Amministrazione comunale di Fiesse? L'iniziativa del Municipio di assegnare l'alloggio, ubicato nella frazione di Cadimarco «a una famiglia bisognosa» come scrive il primo cittadino. In alternativa? «Siamo ad offrirvi una porzione del magazzino comunale, sito in via Monte San Michele». Chiara Pillitteri nella lettera inviata all'associazione, invita i referenti di «Afaaq» a dare una risposta entro 60 giorni. Ma la proposta non ha trovato d'accordo la comunità marocchina (la più numerosa sul territorio, sottolineando che il Comune di Fiesse con circa 2200 abitanti è costituito per il 20% da cittadini stranieri, ben integrati nel tessuto sociale). «E' una posizione inaccettabile - ha sottolineato Damiano Galletti, segretario provinciale della Camera del Lavoro, che ieri ha organizzato una conferenza stampa sulla vicenda -. A Fiesse sono vuoti una cinquantina di alloggi, che rappresenterebbero una possibile alternativa». SOTTOLINEATO il ruolo dell'associazione Afaaq che, in 13 anni ha sempre agito per favorire il dialogo ed il confronto, Galletti ha ricordato: «Fiesse è un paese tranquillo, dove non si sono mai registrati episodi di vandalismo e microcriminalità». Ma il nodo non è tanto l'esecuzione forzata ai danni dell'associazione, bensì la chiusura del doposcuola, frequentato da una cinquantina di ragazzi, attivato proprio per favorirne l'integrazione nella realtà locale. «Ora la vita degli stranieri - osserva Galletti - è più difficile. L'amministrazione di centrodestra è impegnata ad adottare misure restrittive, adducendo continui cavilli, soprattutto per quanto riguarda gli uffici anagrafe e tecnico, controlli notturni nelle abitazioni». «Sul territorio - ricordano Natale Azzini (ex sindaco) ed Emanuela Ghidoni (entrambi consiglieri comunali d'opposizione) -si potrebbe individuare una soluzione alternativa allo sfratto. La maggioranza sta invece rompendo un processo di integrazione che stava dando buoni frutti. Siamo una realtà tranquilla ed operosa, in cui prevale il rispetto e la convivenza civile». Chair Mohamed, presidente dell'associazione Afaaq porta a conoscenza che «erano stati acquistati 1000 mq. di terreno agricolo (30 mila euro) per costruire la sede e il doposcuola. Poi la precedente amministrazione aveva cambiato la destinazione dell'area. Purtroppo con l'avvento del centrodestra, il Pgt ha classificato la porzione di terreno a servizi sportivi». La conseguenza? «Sede culturale e il doposcuola non si realizzeranno». Infine Azzini rileva che il Comune ha adottato «un atteggiamento vessatorio e persecutorio nei confronti della comunità marocchina. E' inspiegabile l'aumento anche del 100% dell'affitto per gli alloggi pubblici, senza contare l'emissione di cartelle esattoriali sui rifiuti, maggiorate all'inverosimile». http://www.bresciaoggi.it/stories/Provincia/167976__il_comune_ordina_lo_sfratto_dellassociazione_marocchina/ |
| Settimo rapporto Cnel sugli "Indici di integrazione degli immigrati in Italia" |
Cnel: stranieri e integrazione È l’Emilia Romagna la regione con il più alto potenziale di integrazione in Italia; tra le province, il primato spetta a Parma (60,58). Nella top ten non ci sono province con capoluoghi metropolitani: la prima è Verona al dodicesimo posto. Lo rileva il settimo rapporto Cnel sugli «Indici di integrazione degli immigrati in Italia», presentato oggi a Roma Roma 13/07/2010 Per un immigrato è potenzialmente più facile integrarsi in Emilia Romagna, piuttosto che in Abruzzo o Puglia. Ed è più probabile ottenere le stesse opportunità socio-occupazionali di un italiano in Sicilia, piuttosto che nelle Marche. Nel 2008 gli immigrati che hanno avuto un miglior inserimento lavorativo sono stati gli indiani, seguiti da romeni, moldavi, albanesi e ucraini; i più «virtuosi», in quanto meno denunciati per reati penali, i moldavi, i romeni, gli albanesi e i cinesi. Cade inoltre il pregiudizio secondo cui con l’aumentare degli immigrati aumenta la criminalità: dal 2005 al 2008 l’immigrazione è aumentata del 45,7% mentre le denunce a carico di stranieri solo del 19,9%. È questa la fotografia dell’integrazione in Italia fatta dal Cnel, che nel VII Rapporto sugli «Indici di integrazione degli immigrati in Italia», presentato oggi a Roma, analizza il grado di inserimento socio-occupazionale degli stranieri nel 2008. Perchè, come ha affermato il presidente del Cnel, Antonio Marzano, «l’unica politica dell’immigrazione per i 5 milioni di stranieri in Italia è l’integrazione». - CI SI INTEGRA MEGLIO IN EMILIA ROMAGNA: Sintetizzando gli indicatori sociali, al primo posto della classifica delle regioni con il più alto potenziale di integrazione c’è l’Emilia Romagna (60,82 punti in una scala da 1 a 100), seguita da Friuli Venezia Giulia (59,29), Lombardia e Lazio (57), Veneto (55,04), Trentino Alto Adige (54,48) e Toscana (50,42). Fanalini di coda, Abruzzo (38,24 punti), Puglia (37,36) e Sardegna (32,65). Tra le province, il primato spetta a Parma (60,58); secondo e terzo posto per Reggio Emilia e Vicenza. Nella top ten non ci sono province con capoluoghi metropolitani: la prima è Verona al 12/mo posto. PIÙ PARITÀ IN SICILIA: L’Isola è la regione che riesce a garantire maggior parità di inserimento socio-occupazionale tra italiani e immigrati, con una differenza di -0,06 punti a svantaggio degli stranieri, su una scala che va da -1 a 1. Seguono Piemonte (-0,13), Molise (-0,14), Sardegna (-0,15) e Trentino-Alto Adige (-0,16). Agli ultimi posti Abruzzo (-0,38), Marche (-0,39) e Puglia (-0,40). Enna è al primo posto delle province ed è anche l’unica in cui gli immigrati hanno più possibilità rispetto agli italiani ( 0,20); Roma è all’11/mo, Torino al 23/mo, Bologna al 27/mo, Milano al 30/mo, Napoli al 60/mo e Venezia al 98/mo. INDIANI I MEGLIO INSERITI AL LAVORO: La collettività straniera ad aver avuto il miglior livello occupazionale è stata quella indiana. Agli ultimi posti i bengalesi e tunisini. La regione che ha registrato il maggior indice di inserimento occupazionale è la Lombardia. Seguono Toscana, Lazio e Friuli Venezia Giulia. Agli ultimi posti Umbria, Basilicata e Puglia. - IMMIGRAZIONE NON VUOL DIRE CRIMINALITÀ: Dal 2005 al 2008, si legge nel Rapporto che elabora dati del Viminale e dell’Istat, «i residenti immigrati sono aumentati del 45,7%, mentre le denunce contro stranieri sono cresciute solo del 19,9%». In media, a carico dei nuovi venuti vi è un denunciato ogni 25 individui (esclusi irregolari e stranieri di passaggio), mentre a carico di tutti i residenti (italiani e stranieri) vi è un denunciato ogni 22. «Il fatto che il 70% delle denunce è a carico di irregolari - ha sottolineato, Luca Di Sciullo, ricercatore Idos - impedisce di calcolare il tasso di devianza degli stranieri rapportandolo a quello dei residenti immigrati perchè risulta sovradimensionato». I MOLDAVI I MENO DENUNCIATI: Tra la percentuale delle denunce penali a carico dei moldavi e la percentuale dei connazionali residenti in Italia vi è una differenza di 9,6% a favore di quest’ultima. Tra i meno denunciati anche i romeni (-6,5%), gli albanesi (-4,8%) e i cinesi (-1,8%). I migranti da Marocco (3,6%), Senegal, Tunisia, Nigeria ed Egitto totalizzano invece il 29,6% delle denunce contro stranieri, anche se i soggiornanti corrispondono a solo il 18,7% della popolazione straniera. http://www.larena.it/stories/Home/166659_cnel_stranieri_e_integrazione_veneto_5/ |
| Enrico Rossi: “Sì al diritto di cittadinanza per chi nasce in Toscana” |
| Il presidente di Regione Toscana fra gli applausi del Meeting Antirazzista Rossi: “Sì al diritto di cittadinanza per chi nasce in Toscana” Fenomeno globale e ineluttabile che non si risolve con muri e respingimenti “Chi nasce in Italia deve essere italiano. Chi non lo permette è razzista. Mi impegno quindi affinché tutte le bambine e i bambini nati in Italia da genitori non italiani possano godere da subito di pieni diritti politici e di cittadinanza. La Giunta promuoverà una proposta di legge e, insieme ad almeno altre quattro Regioni, si impegnerà affinché anche il Parlamento, come previsto dalla normativa nazionale, discuta e approvi questa legge di civiltà”. Enrico Rossi, presidente di Regione Toscana, ha presentato questa proposta oggi a Livorno, intervenendo all'assemblea dei migranti all'interno del Meeting Antirazzista. “In Toscana su 33 mila nuovi nati all'anno, ben 8 mila sono figli di stranieri” - ha continuato Rossi. “Questa legge è il minimo che possiamo fare per risolvere i tanti problemi legati al diritto di cittadinanza. Non scordia moci che ogni anno gli immigrati in Toscana pagano ben 915 milioni di euro di tasse mentre ne ricevono per servizi solo 315”. L'assemblea ha accolto con un applauso il presidente Rossi: il senegalese Diop Mbaye, presidente del Coordinamento Stranieri di Livorno, lo ha ringraziato per la sua presenza ma anche perché impegnato a garantire il bene di tutti i toscani “migranti compresi”. Le richieste sul tavolo vertono su una rapida approvazione del regolamento della legge regionale sull'immigrazione, sul rifiuto dei CIE e sulla evoluzione del diritto di cittadinanza per quanti hanno scelto il nostro Paese per vivere e lavorare. Per Rossi la questione immigrazione “è un fenomeno globale e ineluttabile, non si risolve con i respingimenti né costruendo muri e frontiere inaccettabili. Sono contrario alla legge Bossi-Fini e sono contro i CIE disumani descritti dai rapporti di Medici senza frontiere – ha detto il presidente regionale – ma siamo e rimaniamo una istituzione che deve agire nella legalità e quindi, se il Governo ci chiederà di aprire un CIE in Toscana, affronteremo la questione ponendo il rispetto dei diritti umani al centro di ogni azione”. Rossi ha concluso soffermandosi su alcune delle altre proposte che la Regione Toscana sta portando avanti: “Vorremmo permettere agli immigrati regolari residenti in Toscana, di votare alle elezioni amministrative; purtroppo l'iter legislativo, già a buon punto la scorsa legislatura, dovrà ripartire da capo. Allo stesso modo continueremo a sostenere un ruolo sempre più attivo dei Consigli e delle consulte, comunali e provinciali, degli stranieri”. http://www.regione.toscana.it/regione/export/RT/sito-RT/Contenuti/sezioni/sociale/immigrazione/visualizza_asset.html_2509195.html |
| Assemblea dei Migranti della Toscana 10 luglio a Livorno |
| Livorno 10 Luglio 2010 Ore 11.00 – 16.30 Fortezza vecchia Via della Cinta Esterna 57123 Livorno Ore 11.30 – 16.30 Ore. 11.30 Saluti di: Vincenzo Striano Presidente ARCI Toscana Intervengono: Presiede Diop Mbaye (Responsabile Immigrazione arci Livorno) Dia Papa Demba (Presidente Coordinamento Consigli e Consulte) Nercia Shelante: (Consulta Livorno) Roger Sassou (Federazione Africana Toscana) Yassine Belkassem (Federazione Africana Toscana) Kebe assane: (Consiglio Stranieri Firenze) Matias Mesquita: (Associazione Angolana) Fall Marie: (Consiglio Provinciale di Firenze) Celia Perona: (Consulta di Empoli) Cristina Molnar: (Segretario Generale Coordinamento stranieri Livorno) 13.30 Pausa pranzo 15.00 ripresa lavori 16.00 conclusioni Alessandro Cosimi: Sindaco di Livorno Luca Menesini (Responsabile immigrazione ANCI Toscana) ? In attesa di conferma Enrico Rossi (Presidente della Regione Toscana) |